Il nuovo papa eredita un veicolo che Bergoglio non ha mai potuto guidare: i dettagli che nessuno ha raccontato

Il 2025 è un anno che difficilmente verrà dimenticato dalla storia della Chiesa cattolica. Tra il Giubileo in pieno svolgimento, la scomparsa di Papa Francesco il 21 aprile e l’elezione a sorpresa di Robert Francis Prevost — ora Leone XIV, primo pontefice statunitense della storia — il Vaticano ha vissuto mesi di svolta assoluta. In questo contesto, anche la questione della Papamobile ha assunto un peso inaspettato: il veicolo pensato per Bergoglio passa ora nelle mani del suo successore.

La Papamobile elettrica: un progetto nato per Francesco, ereditato da Leone XIV

Nello scorso dicembre, durante una cerimonia ufficiale in Vaticano, il CEO di Mercedes-Benz Ola Källenius aveva consegnato personalmente a Papa Francesco la nuova Papamobile. Un evento storico, perché si trattava del primo esemplare completamente elettrico mai realizzato per un pontefice. Bergoglio, però, non ha fatto in tempo a utilizzarla in modo significativo: i problemi di salute che ne hanno segnato gli ultimi mesi non gli hanno permesso di salire a bordo durante le cerimonie pubbliche del Giubileo.

Adesso quel veicolo è ufficialmente nelle disponibilità di Papa Leone XIV, che lo utilizzerà per gli appuntamenti pubblici più importanti dell’Anno Santo. Un passaggio di consegne che ha qualcosa di simbolico, quasi una staffetta tecnologica tra due pontificati.

Scheda tecnica: cosa si nasconde sotto la carrozzeria bianca

Dal punto di vista meccanico, la nuova Papamobile è tutt’altro che un semplice restyling cerimoniale. Il progetto si basa sulla piattaforma della Mercedes Classe G 580 elettrica e porta con sé numeri da vera supercar:

  • 587 CV di potenza massima
  • 1.164 Nm di coppia di picco
  • Quattro motori elettrici indipendenti
  • 473 km di autonomia dichiarata

Il powertrain è stato ottimizzato non per la velocità massima — ovviamente — ma per garantire movimenti fluidi, precisi e silenziosi durante le processioni e le udienze all’aperto. La livrea è in bianco perla, tinta tradizionale delle Papamobili, mentre il progetto ingegneristico è stato sviluppato da team austriaci, italiani e tedeschi in stretta collaborazione.

Gli interni: tutto ridisegnato per le esigenze papali

L’abitacolo è stato completamente ripensato rispetto all’allestimento di serie. Il sedile posteriore è stato eliminato e sostituito da una pedana singola girevole e regolabile in altezza, pensata per permettere al pontefice di essere visibile alla folla su più lati. Ai fianchi sono presenti due sedili per gli accompagnatori, solitamente addetti alla sicurezza o alla cerimonia.

Anche le portiere hanno subito modifiche sostanziali: quella sinistra è stata saldata, mentre la destra si apre in senso inverso rispetto allo standard, facilitando l’accesso e la discesa dal mezzo in condizioni di folla. Un dettaglio tecnico che, nella pratica, fa una differenza enorme durante eventi con decine di migliaia di fedeli.

Sostenibilità e innovazione: i valori dietro il progetto

La scelta di un powertrain elettrico non è casuale. Mercedes e Vaticano hanno voluto costruire un mezzo che incarnasse i principi di sostenibilità ambientale più volte richiamati da Francesco durante il suo pontificato — a partire dall’enciclica Laudato si’. Leone XIV eredita quindi un veicolo che porta con sé anche un messaggio preciso: la Chiesa guarda al futuro, e lo fa scegliendo tecnologie a zero emissioni anche per i suoi simboli più visibili.

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